TESTIMONIANZE - Simone Susio
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TESTIMONIANZE

Alcune considerazioni sul MetodOblò espresse da grandi professionisti.

MARCO ZAMBELLI

Non c’è l’ossessione della ricerca del risultato a tutti i costi, ogni singolo giovane che fa parte del gruppo squadra  viene messo al centro del progetto, le basi che compongono questo sport unico vengono insegnate passando attraverso le esigenze primarie di ogni bambino  il gioco  lo stare assieme la passione e voglia di scoprire e scoprirsi, di far sì che ognuno si senta partecipe in egual misura di un progetto di crescita ,vi è l’attenzione nel lasciare liberi e la libertà spesso crea non solo buoni sportivi ma anche grandi uomini, tutto questo è il Metodoblo’.

Marco Zambelli – Giocatore Foggia Calcio

LUIGI TONETTO

Come non condividere un metodo che si fonda e lavora per soddisfare i bisogni dei bambini? Il Metodoblò si basa sull’osservazione e la maggior individualizzazione possibile del suo intervento per poter garantire ad ogni singolo le attenzioni che merita. Non si parla solamente di aspetti tecnici e tattici, ma soprattutto di aspetti psicologici e cognitivi che il giovane manifesta in un contesto dove non è oppresso da rigidi schemi da rispettare come nella maggior parte delle attività che i ragazzini possono svolgere oggigiorno, che spesso ne opprimono la creatività e lo sviluppo emotivo/cognitivo. In un contesto dove si è liberi di manifestare le proprie attitudini gli istruttori formati a questo metodo, che mi piace definire quasi come una filosofia di lavoro, garantiranno invece tutte le attenzioni necessarie ad un armonico sviluppo della persona. Mi sento quindi profondamente e piacevolmente colpito da questa idea e metodologia per il bambino e credo che la sua applicazione possa avere dei riscontri e benefici quanto nel breve termine, quanto nel lungo periodo.

Dott. Luigi Tonetto – Collaboratore Pordenone Calcio
Responsabile marketing Coaching Calcio Italia

LUIGI RUGGERI

Il Metodoblò si integra perfettamente con ciò che afferma la scienza dello sport, le cui ricerche hanno evidenziato l’esistenza di varie tappe relative  all’apprendimento motorio ipotizzando l’esistenza di alcuni “momenti” (lassi di tempo) più favorevoli per lo sviluppo di determinate capacità motorie.

In ogni ‘momento’ evolutivo esistono dei bisogni affettivi / relazionali diversi per i piccoli atleti che sono da cogliere al fine allenare in modo efficace.

Il Metodoblò vuole aiutare a stimolare noi allenatori ed istruttori, che ogni giorno ci occupiamo della crescita motoria ed educativa dei bambini, all’ osservazione ed alla scoperta, alla conoscenza ed allo studio, dei bisogni dei nostri piccoli atleti sia singolarmente che di gruppo. Affinché l’attività motoria sia efficace e soprattutto non dannosa è necessario conoscere le caratteristiche psicologiche e relazionali dei piccoli allievi. La conoscenza delle varie fasi dello sviluppo, e di come esse si susseguono, consente di pianificare, in relazione alle varie fasce di età ed alle caratteristiche fisiche, programmi di allenamento specifici ed attente valutazioni, che portino avanti di pari passo la crescita motorio-educativa ponendo sempre al centro i bisogni del bambino.

Il Metodòblò è nato dalle esperienze vissute sul campo, e per tale motivo non vuole fornire verità assolute, ma porre riflessioni  perché esso nasce dal bisogno di riflettere sui criteri che deve possedere il gioco per essere educativo nelle diverse fasce d’età. Non vuole imporre esercizi, ma vuole educare al dubbio noi istruttori/allenatori, con l’obiettivo di sviluppare competenze e risposte creative.  L’attenzione è sul bambino e sulla squadra, perché è il bambino al centro del percorso tecnico/motorio nel calcio.

Dott. Ruggeri Luigi Laurea specialistica in scienze e tecniche Sportive Master Sport Performance. Preparatore atletico professionista

OMAR DANESI

Ho conosciuto Simone Susio al Centro Vismara nel settembre del 2011, durante un allenamento degli Allievi ’95. Mi era stato presentato come un ragazzo che, appassionato di calcio, svolgeva da noi il suo tirocinio post lauream dopo aver conseguito la laurea in Scienze dell’educazione.

Inizialmente, ho ritenuto che la sua intenzione fosse quella di lavorare ‘nella/sulla’ mente del giovane calciatore attraverso lo sport. Ma mi sono presto ricreduto quando ho capito che la sua vera mission era ben più ambiziosa.

Senza la pretesa di essere esaustivo, l’intervento di Simone consiste nel prendersi cura e carico delle competenze relazionali del bambino, attraverso un’azione che prende avvio in tenera età e accompagna il giovane calciatore durante la sua crescita. Il lavoro si sviluppa nel cercare di fornire al bambino gli strumenti idonei per aiutarlo ad essere maggiormente autonomo e capace di autogestire le proprie frustrazioni e le incomprensioni con i pari età.

L’obiettivo è quello di trasferire al giovane giocatore non solo competenze calcistiche sotto una forma libera, innovativa, ludica, ma anche e soprattutto quello di aiutare il ragazzo, che verso i 14 anni intraprende l’attività agonistica, ad essere maggiormente consapevole di se stesso, capace di riconoscere i propri limiti, con competenze di gestione emotiva e dialogica elevate.

Nondimeno, l’intervento si pone l’obiettivo di dotare i bambini di capacità che li rendano maggiormente efficaci nel problem solving e decision making attraverso il gioco del calcio.

Il lavoro nel suo complesso è volto a trasferire ai giovani atleti alcune abilità trasversali (non solo tecniche) che ogni giocatore dovrebbe possedere per poter realisticamente ambire ad inseguire il sogno di diventare un futuro campione e che mi piace riassumere e ricondurre alla “crescita del piccolo ‘uomo’ che ogni piccolo calciatore ha dentro di sé”.

Ringrazio Simone per avermi dato la possibilità di conoscere questo metodo che ritengo molto congeniale e adatto ai bambini, innovativo e funzionale alla crescita di chi desidera rincorrere il sogno di diventare calciatore e che apprezzo anche, e soprattutto, perché permette al ragazzo di acquisire una maggior consapevolezza e capacità di gestire le emozioni, quali che siano i percorsi della vita.

Omar Danesi, Collaboratore staff Andrea Stramaccioni

ANTONIO CINCOTTA

Viviamo in un mondo all’ interno del quale, le logiche della comunicazione di massa, la realtà del “finto” sapere globalizzato, e soprattutto l’ abbattimento delle relazioni causato dall’ossessiva relazione con i nostri schermi digitali, stanno sviluppando nei giovani diffuse caratteristiche di bassa concentrazione, difficoltà relazionale, complessità di ascolto.

Il Metodoblò, che consiglio ai tecnici di settore giovanile, è un percorso vincente per il giovane e avvincente per il tecnico poichè il bambino non è  solo tecnica, tattica e coordinazione ma è  visto nella sua forma globale, in cui le sfaccettature relazionali, comportamentali, famigliari e culturali sono ambiti da osservare al fine costruire esercizi appropriati in campo e che possano far svolgere una “prestazione” soddisfacente in partita.

Antonio Cincotta
Allenatore Fiorentina Femminile
Panchia d’argento 2013

MARIELLA BOMBARDIERI

Il Metodoblò nasce dalla passione di un bambino per il calcio. Simone Susio ha iniziato sin da piccolo ad amare “il pallone”, il gioco di squadra e proprio per questo ha continuato a curare questo sport prima come giocatore e poi come allenatore. Dai primi calci dell’infanzia è passata tanta storia fatta di impegno, di formazione all’attività educativa, di supervisione. Una laurea come Educatore professionale, un master di “Intervento psico-sociale nello sport” presso l’università Cattolica di Milano e tante ore passate ad allenare, ad osservare i bambini a giocare, a cercare attraverso la creatività un modo diverso di vivere il calcio. Simone infatti è critico rispetto ad un modo di intendere il calcio infantile come pura competizione, come svalutazione di coloro che fanno più fatica, come individualismo. Il calcio per lui è relazione; è anche tecnica ma non solo; è cura del bambino e dell’adolescente; è saper creare gruppo. Il Metodoblò vuole offrire a chi allena uno strumento professionale che si faccia carico di tutta la persona, che proprio perché in una fase di crescita ha bisogno di grandi attenzioni non solo tecniche ma anche umane. Simone ha creato, utilizzando davvero tanto tempo ed impegno, un programma concreto, spendibile sul campo in cui si intrecciano obiettivi tecnici ad obiettivi pedagogici. Dal pensiero di poter fare qualcosa di nuovo per il calcio, da un sogno si è passati alla realtà di un metodo che adesso chiede solo di essere sperimentato. Anche su questo Simone fa sul serio. Dedica molto tempo alla scrittura, alle videoregistrazioni del gioco sul campo, alla supervisione e alla riflessione pedagogica, alla strutturazione di un progetto che prevede obiettivi, tempi, strumenti e verifiche concrete. Chi lo ascolta narrare di questa suo “figlio” non può non cogliere la passione, la dimensione emotiva, la voglia di condividere e di farlo conoscere ad altri com’è tipico dell’educazione che è alterità, cambiamento, novità, vicinanza alla persona.

Mariella Bombardieri (psicopedagogista, formatrice)

CHRISTIAN BOTTURI

Con il Metodoblò si inizia un incredibile viaggio su una nave che deve creare un solco, un percorso per i ragazzi che si trovano a giocare a calcio in una fascia d età importante sotto tanti punti di vista, che è quella che va dai 5 ai 12 anni(attività di base). Dall’ oblò si osservano, con un angolazione diversa,tutte le dinamiche che portano il bambino al campo d allenamento..Ed è dall’osservazione che questo metodo si differenzia dagli altri:non solo tecnica, tattica, coordinazione ma il bambino è visto in una forma olistica, in cui le sue sfaccettature psicologiche, comportamentali, culturali,famigliari possono incidere sulla “prestazione”.

Con il metodo oblò l allenatore, il timoniere, deve “ordinare” i vari spazi(sala motore),mettendo al.centro di tutto il bambino e ponendosi, tra gli obiettivi,da raggiungere anche quelli legati alla sua sfera personale. La visione olistica va vista anche in funzione della mission dell attività di base, che sia di una società pro o dilettante:bisogna SI “costuire”il futuro atleta ma senza dimenticare che questo sarà il futuro sportivo,tifoso,appassionato,etc.

Christian Botturi – Voluntas Montichiari (Responsabile settore giovanile)