Bambini e ragazzi distratti e svogliati. Problema generazionale o allenamenti inadatti? - Simone Susio
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Bambini e ragazzi distratti e svogliati. Problema generazionale o allenamenti inadatti?

Durante le serate di formazione che svolgo per allenatori di settore giovanile accade spesso che mi vengano sottoposte tesi o domande ricorrenti: “I miei giocatori non stanno attenti durante le spiegazioni! Ma avranno voglia d’imparare?”. Oppure: “Ai ragazzi del giorno d’oggi non interessa nulla del calcio. Come faccio a fargli capire che si devono impegnare?”. Temi delicati e importanti, che ho deciso di approfondire anche in questo articolo.

In genere rispondo con domande e provocazioni: abbiamo mai pensato che talvolta costruiamo gli allenamenti sulle nostre idee di allenatori senza pensare ai bisogni degli atleti? Le ricerche mostrano come nel contesto sociale odierno i bambini che alleniamo si contraddistinguono per basse competenze relazionali e d’iniziativa, difficoltà nell’auto organizzarsi in gruppi di gioco. Emergono anche problematicità motorie e di autonomia. Allo stesso tempo si differenziano per creatività, facilità di dialogo (attraverso l’utilizzo dei social network), predisposizione ai cambiamenti ed alla gestione di un “sovraccarico di stimoli” quali possano essere sonori, visivi e cognitivi. Le attività che costruiamo con tanta cura in campo tengono conto di tali fattori fondamentali per la crescita sportiva del giovane atleta? Gli allenamenti devono dare la possibilità al “mister” di dare libero sfogo alla propria creatività avendo contemporaneamente cura di utilizzare gli strumenti appropriati per accompagnarne il percorso tecnico-educativo. Quali? Non amo dare ricette preconfezionate, preferisco in questo spazio offrire alcuni brevi spunti per stimolare il confronto su alcune tematiche.

Creiamo allenamenti divertenti e stimoliamo al confronto:

– tralasciamo spiegazioni lunghe e complesse. I bambini hanno la necessità di muoversi e sperimentare, non sono abituati a porsi in ascolto per lungo tempo. Cerchiamo di costruire attività modulabili, ovvero che possano cambiare anche nel corso dell’allenamento e che possano essere spiegate in poco tempo, o che addirittura non necessitino di troppe regole.
– impegniamoci a coinvolgere il singolo e la squadra negli aspetti decisionali in merito alle proposte di allenamento, ma anche nella formazione da schierare. Se i bambini si sentiranno protagonisti degli aspetti gestionali del gruppo maggiori saranno le possibilità che l’attività sportiva sia vissuta con trasporto ed impegno.

Utilizziamo la tecnologia in modo intelligente:

– Utilizziamo i canali di comunicazione che i ragazzi già conoscono: gruppo squadra-facebook, gruppo squadra-whatsapp. Sono strumenti che dalla categoria Esordienti portano vantaggi per comunicazioni di tipo organizzativo e danno l’opportunità, se gestiti in modo appropriato, di dare enormi spunti di dialogo e discussione con l’ausilio di filmati ed audio. Permettono inoltre di educare alle regole, perché il gestore e garante sarà sempre l’allenatore, il quale avrà la responsabilità di veicolare contenuti di senso in rispetto del gruppo e delle norme sociali.

Diamo spazio al gioco:

– costruiamo attività ludiche, che permettano al bambino di sperimentarsi in autonomia su richieste tecniche e motorie. Abbiate cura di costruire esercizi che tengano conto delle necessità di divertirsi, creando mini gare tra squadre, tornei e giochi a premio. Poter svolgere l’attività sportiva con enfasi e divertimento, aver l’opportunità di prendere decisioni significative per il gruppo, avere facilità di dialogo con il “mister” ed i dirigenti, sentire che le proposte ci sono cucite addosso non solo aiuta a creare l’appartenenza al gruppo squadra, ma migliora la motivazione al gioco del calcio e a riscoprire la passione nel praticarlo. Proviamoci!