L'importanza di giocare per i nostri figli di Carla Simoni - Simone Susio
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L’importanza di giocare per i nostri figli di Carla Simoni

L’importanza di giocare per i nostri figli di Carla Simoni

“Forse possiamo dire che il bambino impegnato nel gioco si comporta come un poeta: in quanto si costruisce un proprio mondo o, meglio, da a suo piacere un nuovo assetto alle cose del mondo”

Freud “Il poeta e la fantasia”

 

Provate a fermarvi, chiudere gli occhi, e ripensare alla vostra infanzia…guardarvi giocare…e sarà facile che il vostro gioco preferito, da soli o in compagnia, affiori alla vostra memoria; ascoltate le voci delle emozioni che risuonano nel ricordo…

Il gioco è il lavoro del bambino!

Il bambino gioca non perché non sia ancora pronto per studiare, lavorare, o come momento di riposo tra un’attività e l’altra. Un bambino gioca perché il gioco è piacere puro, immediato, e, contemporaneamente, quest’esperienza lascia notevoli tracce sulla sua personalità favorendo lo sviluppo di molte abilità.

Molti adulti giocano con i bambini per scopi estranei al gioco stesso: distrarli, intrattenerli, educarli, valutarli o insegnargli, impedendo loro di approcciarvisi in modo autonomo e personale. Quante volte i grandi scelgono giochi “intelligenti”, come se il gioco dovesse necessariamente essere strumento d’istruzione o stimolo cognitivo, come se un bambino non sia in grado a trovare spunti e stimoli di crescita in giochi semplici, realizzati con materiale improvvisato, ma soprattutto come se il piacere  legato a un attività non fosse sufficiente a nobilitarla?

Il bambino inizia presto a giocare: già a tre, quattro mesi lo si può vedere nella culla impegnato a toccarsi i piedini e sorridere contento. Passa poi all’esplorazione degli oggetti scoprendone proprietà, funzionamento e aumentando le proprie competenze motorie: quante volte un bambino getta a terra un cucchiaino o lo batte per produrre rumore? Non è un dispetto: è pura scienza sperimentale! All’età della scuola dell’infanzia compare poi gioco simbolico, il “far finta di” che permette di rielaborare le emozioni vissute, la nascita di un fratellino giocando con le bambole, il ruolo della mamma usando le pentoline, giocare al dottore dopo una visita dal medico. Permette di comprendere meglio la realtà, prepararsi a ruoli futuri, fingendo di essere un meccanico, un camionista, una ballerina o una maestra. E per finire ecco i giochi con le regole, i giochi sportivi, in cui il bambino si relaziona con gli altri grazie al rispetto di un regolamento che permette di comprendere che anche se si perde il mondo non crolla!

Il gioco aiuta il bambino a crescere! Lo impegna a ricercare strategie nuove per risolvere problemi, sperimenta il piacere del riuscire e sentirsi capace, impara a trovare un equilibrio fra il chiedere aiuto e l’essere autonomo; entra in relazione con gli altri passando per il conflitto e la collaborazione; rispetta turni, regole, deve tollerare la frustrazione della perdita e della scoperta che non sempre puo’ decidere lui; vive momenti piacevoli in compagnia di se stesso in cui ha la possibilità di scegliere e crearsi un gusto; prova paure, rabbie, felicità e gioia.

Allora, ogni volta che giochiamo con i bambini abbiamo la possibilità di un incontro privilegiato, non per “insegnargli”, non perché facciano come abbiamo in testa noi, ma  perché solo così, solo inginocchiandosi un po’ possiamo stare con i bambini parlando un linguaggio che è il loro, a cui per una volta tanto siamo noi ad adeguarci…guidandoli, sì, standogli accanto nelle difficoltà che incontrano e stimolandoli a risolverle, rassicurandoli sulle loro possibilità, aiutandoli a tollerare la frustrazione della difficoltà e del non farcela, ma sintonizzandosi sulla loro frequenza radio, con i loro bisogni,  i loro gusti, la loro modalità di vita….e riacquistando, almeno per un momento la capacità di giocarsi e di approcciarsi alla vita ludicamente, concedendosi il lusso di provare il semplice piacere del gioco!

 
La Dott.ssa Carla Simoni è laureata in Scienze dell’educazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e in Psicologia presso l’Università Bicocca. Ha conseguito il Master in “Genitorialità e sviluppo dei figli. Interventi preventivi e psicoterapeutici” alla Facoltà di Psicologia di Padova. E’ iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Si occupa di sostegno alla genitorialità di bambini con disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività principalmente presso o Studio Itaca di Salò e servizi pubblici del Garda e della Valle Sabbia.

Si è occupata di progettazione e gestione di servizi all’infanzia ed è ora supervisore di équipes d’insegnanti e educatori.

Lavora come formatrice all’estero in paesi in via di sviluppo e in situazione di emergenza, Haiti, Rwanda, Libano e Zambia con l’Associazione Resilience Onlus collaborando con Organizzazioni Non Governative ed Enti Ministeriali.